lunedì 23 maggio 2011
lunedì 16 maggio 2011
Il West Ham retrocede in Championship
foto:dailymail.com
E' definitivo, il West Ham dal prossimo anno giocherà in Champioship, abbandonando dopo sei anni la Premier. In una partita molto combattuta, gli Hammers vanno in vantaggio con una doppietta di Demba Ba, prima di farsi rimontare dal Wigan che conquista i tre punti nei minuti oltre il novantesimo. Il match ha rappresentato al meglio la sventurata stagione del West Ham, in cui non è mai riuscito a dare continuità ai suoi risultati, alternando buone prestazioni a debacle che hanno dell'incredibile. La squadra di Avram Grant, che ha dato le dimissioni appena terminata la partita, domina per tutto il primo tempo andando in rete al 12' con un incornata sotto la traversa di Ba dopo uno splendido cross di Hitlzsperger e al 26' quando sempre il centrocampista senegalese, da distanza molto ravvicinata, devia in rete un colpo di testa di Tomkins. Il Wigan è in balia degli avversari che sembrano aver preso la partita in mano tra lo stupore generale dei tifosi Hammers, che nutrono ancora qualche speranza di salvezza. Nella ripresa, come più volte in questa stagione, cala il buio sul West Ham. Al 56' Tomkins falcia a due metri dalla propria area di rigore Charles N'Zogbia che trasforma e realizza la rete del momentaneo 1-2. Il West Ham inizia a calare e a parte qualche iniziatica personale del nuovo entrato Parker e di Ba, non crea grossi pericoli alla difesa del Wigan. Al 68' crolla la difesa del West Ham e puntuale arriva il pari. Conor Sammon raccoglie un assist di Watson e indirizza la palla nell'angolino. Si fa dura per gli Irons, il pareggio serve a ben poco e resta solo la forza della disperazione. Nel finale ci provano da fuori Hitzlsperger e Carlton Cole, ma il Wigan preme alla ricerca dei tre punti e a recupero quasi scaduto N'Zogbia, con un tiro di sinistro, cancella il West Ham dalla prossima Premier League. Si conclude così una partita e una stagione da dimenticare per il club dell'est londinese, che già lo scorso anno con Gianfranco Zola al timone conquistò la salvezza all'ultima giornata. Avram Grant, alla sua seconda retrocessione consecutiva dopo quella con il Portsmouth lo scorso anno, ha abbandonato la squadra, ritendo di essere l'artefice principale dei risultati conseguiti in questa stagione. Poco importa ai tifosi degli Hammers chi sia il colpevole, l'unica certezza che hanno da oggi in poi è che ad attenderli ci saranno gli insidiosi stadi della Championship, che hanno visto impantanarsi molte squadre che hanno fatto la storia della Premier. E i tifosi del Milwall sono gia li a sfregarsi le mani.sabato 14 maggio 2011
Yaya Tourè regala la 132° Fa Cup al Manchester City
foto:zimbio.com
Decide un gol del togolese al 73°, i Citizens tornano a conquistare un trofeo dopo 35 anni
Decide un gol del togolese al 73°, i Citizens tornano a conquistare un trofeo dopo 35 anni
Probabilmente neanche lui credeva che sarebbe entrato nella storia del suo nuovo club la scorsa estate dopo aver vinto tutto col Barcellona. E ha dovuto ricredersi perchè dopo lo scherzetto fatto allo United, è ancora Yaya Tourè a decidere l'incontro più importante degli ultimi 42 anni del City. Il suo sinistro ha il sapore di liberazione per i migliaia di tifosi giunti a Wembley, che a furia di palle gol sprecate pensavano di subire da un momento all'altro la beffa. Perchè la gara è stata davvero a senso unico, dal fischio d'inizio a quello finale, con le parate di Sorensen e la poca concretezza degli attaccanti di Mancini a fare veramente la differenza. Già al 4° Tevez ci prova da fuori ma il portiere danese è bravo ad opporsi. Al 10° la sassata di Yaya Tourè anticipa che oggi è la sua giornata, la palla però si alza di poco sulla traversa. Dopo tre minuti Huth rischia per una manata in faccia a Balotelli in piena area di rigore, ma l'arbitro e i suoi assistenti lasciano proseguire. Al 23° l'italiano ancora protagonista, questa volta con un delizioso tiro a giro che solo questo Sorensen in giornata di grazia poteva deviare in angolo. Ma arriva al 34° l'occasione più clamorosa per i Citizens con Silva che schiaccia troppo da posizione ravvicinata e i Potters ringraziano. Inizia il secondo tempo ma è sullo stesso tema del primo con il City che attacca e lo Stoke pronto a sfruttare eventuali sbavature della difesa avversaria. Ci provano Tevez e Barry ma la mira è imprecisa. Poi al 61° è Lescott a dover ringraziare Hart per il riflesso su Jones che lo aveva sfilato in velocità. Davvero una grande occasione per l'attaccante di Trinitad&Tobago. Le squadre iniziano a cambiare qualcosa per sbloccare il match: Pulis sostituisce Hetherington con Whitehead mentre Mancini prova a rinforzare l'attacco inserendo Johnson per Barry. E proprio un minuto dopo arriva il gol della vittoria di Yaya Tourè che risolve una mischia creatasi nell'area dello Stoke dopo una deliziosa giocata di Balotelli per Tevez sfruttando un rimpallo favorevole. Cade dopo settantatre minuti la muraglia dei Potters che a questo punto, sotto di un gol, provano il tutto per tutto facendo entrare anche Carew e Pugh per Delap e Whelan. Il City invece inserisce Zabaleta e Viera al posto di Tevez e Silva solo per far scorrere minuti preziosi. Lo Stoke City chiude all'attacco ma i tre minuti di recupero non bastano. Primo trofeo inglese per Mancini, al secondo anno alla guida del club dello sceicco Monsour. Ora dopo questo sogno i tifosi del City sperano di realizzarne un altro già il prossimo anno: sfilare la Premier ai cugini più blasonati dello United.
Gerardo Di Vilio
Manchester, pareggio e Premier League
foto:zimbio.com
Basta un pari al Manchester Utd, di quelli di fine campionato quando il caldo (seppur quello inglese) spegne gli entuasiasmi e toglie le ultime forze rimaste, di quelli che con il minimo sforzo ti fanno raggiungere l'obiettivo prefissato ad inizio stagione. Questo è stata la sfida tra Blackburn Rovers e Manchester Utd. I padroni di casa alla disperata conquista di punti per ottenere la matematica salvezza e i Red Devils che cercano di compiere quel passo che li separa dal titolo, puntellato domenica scorsa nella vittoria contro il Chelsea. Il Blackburn passa dopo 19' con Brett Emerton bravo ad impattare un cross dalla destra di Olsson dopo un errore di Kuszczak, in un primo tempo sotto tono per il Manchester Utd che crea pericoli solo in due occasioni con Nani. Nella ripresa la squadra di Sir Alex scende in campo più aggressiva e dimostra di essere la squadra che sta per vincere il titolo. Dapprima ci prova il sempre verde Giggs che manda la palla a lato di un soffio e poi ancora Nani con poca convinzione. Al 70' Hernandez, che non ha dipsutato una delle sue migliori prestazioni, dimostra però di essere stato un perno importante per la causa Manchester e creando scompiglio nell'area Blackburn impatta contro i guantoni dell'estremo difensore Paul Robinson finendo giù. L'arbitro Dowd, con l'aiuto del guardalinee decreta il calcio di rigore. Dal dischetto si presenta Rooney che non sbaglia, firma il pari Manchester e butta giù il Liverpool dalla vetta delle squadre più titolate d'oltremanica che non vince più dal 1990. Il punto a testa sembra accontentare entrambe le squadre, meno il Blackburn per la verità dopo i risultati di Wolverhampton e Blackpool è costretto a giocarsi la salvezza all'ultima giornata. Il Manchester con questo punto sale a quota 19 campionati, 12 da quando è cominciato il regna di Ferguson, e diventa la squadra con più Premier in bacheca con una giornata d'anticipo. Sir Alex così a fine partita: "E' un giorno magnifico, ed è stata una bella partita, avevamo milioni di tifosi che ci seguivano per festeggiare con noi questo importante momento. Non è stata una partita facile, e siamo andati anche sotto di un gol, abbiamo avuto sempre difficoltà qui e oggi sembrava non diventare il nostro giorno. E' un derby e loro hanno giocato per la sopravvivenza in Premier, per prendere almeno un punto, ma anche oggi abbiamo dimostrato le nostra qualità." Ferguson dopo i meritati festeggiamenti, potrà tenere a riposo i suoi in vista dell'appuntamento più importante della stagione, la finale di Champions il 28 maggio. Li ad aspettarli ci saranno i blaugrana e Sir Alex sta già prendendo la mira.
giovedì 12 maggio 2011
JUVE,e ora chimatelo fallimento
foto:dailyblog.it
Se c'è ancora qualcuno che credeva nel miracolo Champions dopo lunedì si metterà l'animo in pace. L'ennessima Juve confusionaria,distratta,sciupona e a tratti imbarazzante della stagione pareggia 2-2 in casa contro il Chievo riuscendo nell'impresa di farsi rimontare due reti dai clivensi nel giro di un minuto. Il Chievo con questo punto festeggia, invece, la matematica permanenza nella massima serie. Eppure la serata era partita col piede giusto. Dopo dieci minuti la Juve è in vantaggio grazie al rigore trasformato da Del Piero che festeggia così nel migliore dei modi il rinnovo del contratto. I bianconeri riescono a controllare abbastanza agevolmente le offensive degli uomini di Pioli e vanno due volte vicino al raddoppio con Aquilani che prima deve assistere ad un miracolo di Sorrentino su un suo tiro dai 25 metri e pochi minuti si dispera quando spreca malamente da centro area un cross di Krasic. Nel secondo tempo è ancora dopo dieci minuti che la Juve trova la rete: grande giocata di capitan Del Piero (l'unico ad avere piedi da Juve) che imbecca con un assist al bacio Matri, bravo a battere sul primo palo Sorrentino,la partita sembra finita. Ma con questa Juve tutto è possibile. E infatti dopo un occasione sprecata da Krasic succede l'inimmaginabile. Prima Uribe al 68' accorcia le distanze sulla punizione ribattuta dal legno di Bogliacino, poi un minuto dopo è Sardo a ribadire in rete un palo colpito da Pellisier. I bianconeri si confermano la peggior difesa casalinga dell'intera serie A! In un attimo gli applausi si trasformano in fischi assordanti contro giocatori e tecnico. La Juve almeno ha l'orgoglio di reagire e nonostante produca degli attacchi confusionali manca di fortuna quando colpisce due legni clamorosi con Chiellini, di petto a un metro dalla porta, e con Toni che colpisce di testa e manda la palla a lato . Il Chievo, però,potrebbe addirittura vincerla ma Uribe spreca praticamente a porta vuota. La partita finisce e i tifosi juventini devono assistere all'ennesima festa degli avversari. Probabilmente, al contrario di ciò che sosteneva alla vigilia, Del Neri andrà via al 100%. Per la gioia di tutti i tifosi bianconeri!
Diego Parisi
mercoledì 11 maggio 2011
Juventus, Blanc cede il passo, Aldo Mazzia è il nuovo AD
foto:sport.it
Jean-Claude Blanc ha rimesso le deleghe da amministratore delegato della Juventus ed ha rassegnato le dimissioni da direttore generale. Lo ha fatto oggi durante la riunione del cda della società bianconera che ha nominato nuovo ad il consigliere Aldo Mazzia. Lo stesso cda ha attribuito a Blanc uno speciale incarico per lo stadio, in costruzione a Torino, fino al 30 settembre 2011."Non ho mai pensato di dimettermi nè intendo farlo" disse Blanc alla riunione del Cda del 27 ottobre 2010, riferendosi agli attacchi degli azionisti bianconeri, che gli avevano rinfacciato i numerosi errori, a loro dire, commessi dal dirigente francese negli ultimi anni. In quel Cda, Beppe Marotta non soltanto venne cooptato nel ruolo di Consigliere, ma gli fu anche attribuito un ulteriore ruolo di altissimo profilo all'interno della nuova strutturazione dirigenziale, quello di amministratore delegato e direttore generale dell'area sport. Blanc vide affiancare alla sua figura, una identica ma con incarichi più operativi. Forse l'ormai ex AD vide in questo passaggio un suggerimento lanciatogli dalla società, e oggi si è deciso a rivedere la sua posizione.
fonte:Ansa.it
Jean-Claude Blanc ha rimesso le deleghe da amministratore delegato della Juventus ed ha rassegnato le dimissioni da direttore generale. Lo ha fatto oggi durante la riunione del cda della società bianconera che ha nominato nuovo ad il consigliere Aldo Mazzia. Lo stesso cda ha attribuito a Blanc uno speciale incarico per lo stadio, in costruzione a Torino, fino al 30 settembre 2011."Non ho mai pensato di dimettermi nè intendo farlo" disse Blanc alla riunione del Cda del 27 ottobre 2010, riferendosi agli attacchi degli azionisti bianconeri, che gli avevano rinfacciato i numerosi errori, a loro dire, commessi dal dirigente francese negli ultimi anni. In quel Cda, Beppe Marotta non soltanto venne cooptato nel ruolo di Consigliere, ma gli fu anche attribuito un ulteriore ruolo di altissimo profilo all'interno della nuova strutturazione dirigenziale, quello di amministratore delegato e direttore generale dell'area sport. Blanc vide affiancare alla sua figura, una identica ma con incarichi più operativi. Forse l'ormai ex AD vide in questo passaggio un suggerimento lanciatogli dalla società, e oggi si è deciso a rivedere la sua posizione.Un brutto City festeggia l'accesso in Champions
Decide l'incontro l'autorete di Crouch al 29°, il Tottenham deve accontentari dell'Europa League.
Inizia alla grande la settimana più importante della storia del Manchester City, che con l'importante vittoria contro gli Spurs torna a disputare la maggiore competizione europea dopo 42 anni. Nel lontano 1969 i Citizens conquistarono anche la Fa Cup che proprio sabato i ragazzi di Mancini si contenderanno nella finale di Wembley con lo Stoke City di Tony Pulis, sulla tribuna del City of Manchester proprio per visionare i suoi prossimi avversari. Ma la gara dei padroni di casa è stata tutt'altro che brillante, anzi probabilmente il Tottenham meritava qualcosa in più della sconfitta, uscendo vincitore nel possesso palla e nei tiri totali ma ahi loro non nel risultato. Il manager italiano cambia due uomini rispetto alla gara di Goodison Park mente Redknapp deve fare a meno di Gomes, out per problemi alla schiena, e al suo posto torna titolare Cudicini. Parte bene i Citizens, all'8° Yaya Tourè ci prova col sinistro, ma il suo tiro termina a lato. Al 10° la loro prima grande occasione: dopo una sponda di Dzeko per Silva, lo spagnolo ricambia il favore e serve in area il bosniaco che calcia a botta sicura ma Cudicini è bravo a respingere d'istinto. Risposta degli Spurs al 20° con Modric, ma il suo violento sinistro è deviato in angolo da Milner. Dopo sei minuti conclusione alle stelle di Crouch. Niente a che vedere col gol che si divora con Modric poco dopo: Lennon dopo una grande azione personale serve al centro il croato che piazza di piatto destro ma angola troppo il tiro che rasoterra sfiora il palo. Davvero clamorosa l'occasione sprecata da centrocampista degli Spurs, anche perchè poco dopo, esattamente al 29°, arriva la rete che decide il match. Su un corner contestato dagli ospiti Milner chiama l'uno-due con Johnson, crossa al centro e Crouch mette goffamente in rete firmando un clamoroso autogol. A questo punto la gara del City si fa in discesa. Al 31° Palacios è costretto ad uscire per infortunio, al suo posto entra un Pienaar non al meglio della condizione. Cinque minuti dopo altra palla gol per i Citizens ma il sinistro di Silva si alza di poco sulla traversa. L'ultima occasione degna di nota nel primo dei quattro minuti d recupero concessi dall'arbitro: destro al volo di Van der Vaart che Hart blocca senza affanno. Termina cosi un primo tempo di minimo sforzo e massimo rendimento per la squadra di casa. La seconda frazione di gioco parte col brivido per i suoi tifosi che devono rigraziare Hart autore di un autentico miracolo sul colpo di testa di Pienaar, servito dal sempre pericoloso Lennon. Al 57° un altro cambio forzato, ma questa volta per Mancini: Zabaleta si procura un taglio dopo uno scontro aereo con Crouch e al suo posto entra Kolarov. Due minuti dopo altro destro a volo di Van der Vaart ma dalla conclusione in orbita si capisce subito che non è il suo piede preferito. Altro doppio cambio: nel City Viera prende il posto di Johnson mentre il Tottenham tenta la carta Defoe per lo sfortunato Crouch. All'81° è Dzeko a spedire il pallone altissimo, opaca la prova dell'ex centravanti del Wolfsburg. Sono minuti di sofferenza per i padroni di casa che tentano di arrivare al gol della sicurezza inserendo Tevez, al rientro dopo l'infortunio muscolare, al posto di Silva. Ma all'86° è Viera ad avere la palla del ko per gli Spurs, il suo colpo sotto però viene tolto dalla porta da un gigantesco Gallas che dopo è costretto ad uscire per far posto a Kaboul. Ancora cinque minuti di recupero palpitanti con Cudicini che nega a Tevez la gioia del ritorno al gol proprio allo scadere. Può bastare cosi, City ai preliminari di Champions evitabili solo grazie ad un improbabile sorpasso sull'Arsenal, terzo distante soli due punti e altrettante gare alla fine del campionato. Aumentano a questo punto i rimpianti per la sconfitta con l'Everton, ma adesso vale solo la pena di godersi un momento cosi bello, lontano quasi mezzo secolo.
Gerardo Di Vilio
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